* O R A R I *

  Giovedì 19/02   Chiuso per Riposo
     
  Venerdì 20/02  ore 21,00
     
  Sabato 21/02  ore 18,45 - 21,00
     
  Domenica 22/02  ore 16,00 - 18,15 - 20,30
     
  Lunedì 23/02  ore 21,00  in V.O.S.
     
  Martedì 24/02  ore 21,00






 

Un film di GUS VAN SANT

Usa - Drammatico/Storico - 102'

Un film teso come un cavo,
sul confine tra vittime e carnefici
e sui risvolti nascosti della cronaca
che nutre i tabloid

LA TRAMA : La mattina dell'8 febbraio del 1977, nello stato dell'Indiana, Anthony Kiritsis, detto Tony, quarantaquattro anni, entra nell'ufficio del presidente della Meridian Mortgage Company e, in sua assenza, prende in ostaggio il figlio e socio in affari, Richard O. Hall, legandogli al collo un cavo teso collegato al grilletto di un fucile a canne mozze calibro 12 (il "dead man's wire" del titolo). Chiede cinque milioni di dollari, come risarcimento per essere stato ingannato dall'agenzia e derubato del profitto che avrebbe fatto vendendo il suo terreno se la Meridian Mortgage non lo avesse deliberatamente ostacolato; chiede di non essere accusato né processato; esige delle scuse personali da parte di Hall senior, che ritiene il diretto responsabile della sua disgrazia.
Il lungo negoziato telefonico tra rapitore e forze dell'ordine attrae come un magnete altre vite e altre storie: quella del conduttore radiofonico afroamericano Fred Temple, "the voice of Indianapolis", che parla con Tony in diretta, e di una giovane giornalista televisiva in cerca dell'occasione giusta per essere lanciata in prime time. Il cavo del telefono, della radio e della televisione, dunque, come emblema di ciò che connette, nella diversità di sorti ed esistenze...

LA RENCENSIONE : La più recente fatica cinematografica in capo al gran regista americano Gus Van Sant è passata, chissà per quale motivo nella sezione "Fuori Concorso" del Festival di Venezia, e racconta, con una gran verve narrativa, ed una messa In scena di gran mestiere, la vera storia di Anthony "Tony" Kiritsis  (Bill Skarsgård), quando a Indianapolis, nel 1977, sequestró Richard Hall (Dacre Montgomery), figlio del suo creditore, come unico modo a suo avviso possibile per ottenere il giusto riconoscimento, dalla sua lancinante frustrazione patita.
Tenendo in ostaggio la sua preda con un fucile a canne mozze legato al grilletto, ed intenzionato a far fuoco al minimo movimento, mentre pretende il degnato che gli spetta, ma anche la dovuta immunità e persino le pubbliche scuse, il buffo e nevrotico ragazzo vede mutare la sua plateale protesta in un vero e proprio caso mediatico, con risvolti psicologici inerenti la follia che può prendere individui vessati da plateali ingiustizie non riconosciute dalla legge. Un caso che fa riflettere altresì sulla spettacolarizzazione dei fatti di cronaca, e mette in risalto la crisi che porta i deboli a reagirei quando il limite di inganno è beffa di cui sono vittima è tale da adombrare ogni capacità di raziocinio e contenimento.

Emozioni, stati d'animo, pressioni che il film descrive bene nel personaggio di Tony, al quale dà corpo e volto strabuzzato da nervosismo incontenibile, un
Bill Skarsgård mai così bravo ad esplicitare un ruolo che l'attore fa suo in modo strabiliante.
Gus Van Sant
sciorina tutta la propria abilità di direzione e mestiere di regia seguendo le concitate 63 ore di sequestro che trasformano un caso di cronaca in un fenomeno di massa degno de Un pomeriggio di un giorno da cani, grazie ad una tv che trasmette tutto è regala a Tony Kiritsis il ruolo di povero reietto bistrattato e truffato che gli dona un'umanità inaspettata, decisamente in contrasto con la rigidità e la serietà della situazione, trasformando una tragedia annunciata in una commedia ironica, divertente e al cardiopalma.
E, parlando di Un pomeriggio di un giorno da cani, non si può non menzionare il grande
Al Pacino nel ruolo, gigione ma strepitoso, dell'odioso, ma in fondo irresistibile responsabile di tutta quella sclerata presa di posizione che trasforma un uomo armato e minaccioso, in un eroe solo contro le ingiustizie di una ingiusta società truffaldina.
Dead man's wire
è un piccolo gioiello thriller ironico e godibile, che, inserito in Concorso al festival veneziano, non avrebbe affatto sfigurato tra i migliori della sezione, permettendo al bravissimo Skarsgård di avere buone chances per un meritato premio all'interpretazione. (di Alan Smithee - FilmTv)