In Versione Originale Sottotitolata

Per il 100° anniversario della nascita
(1/6/1926) con 4 immortali capolavori

Una Rassegna dedicata
a MARILYN MONROE

Il 1 giugno 1926 nasceva Marilyn Monroe. 100 anni dopo la Cineteca di Bologna rende omaggio alla sua grandezza di donna e di attrice con una selezione di capolavori che la vedono protagonista, diretta da 3 giganti del cinema americano: Billy Wilder, Howard Hawks e John Huston.

A qualcuno piace caldo, Gli uomini preferiscono le bionde, Quando la moglie è in vacanza, Gli spostati: 4 capolavori restaurati e in versione originale sottotitolata che saranno presentati per uno sguardo diverso su Marilyn, per capire meglio le ragioni del suo mito. Rivedere i film che ha illuminato con la sua presenza sarà il modo migliore per ritrovarla, per riconoscere la sua assoluta, incandescente e scomoda unicità.
 

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Lunedì 11/05  ore 21,00 - VOS
GLI UOMINI
PREFERISCONO LE BIONDE

Gentlemen Prefer Blondes
(USA/1953) di Howard Hawks (91')
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Una blonde come nessun’altra e una bruna esplosiva percorrono in lungo e in largo i corridoi, i ponti e le oniriche scale d’un panfilo. Lusso e lascivia, crudeltà nascoste e divertimento sopraffino. Seconda e ultima commedia musicale di Hawks dopo Venere e il professore. “La ninfomania tranquilla di Dorothy, la cupidigia ragionata di Lorelei non generano nessun conflitto tra le due amiche [...] Hawks infilza sullo schermo come farfalle in un quadro la mostruosità di ognuna di loro, luminosa di evidenza e semplicità. Il tono hawksiano è altrettanto estraneo, nella sua asciuttezza, al disprezzo come alla compassione o alla connivenza nei confronti dei personaggi” (Jacques Lourcelles). Diamanti a colazione, e il matrimonio come ultima catwalk. (Paola Cristalli)

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Lunedì 18/05  ore 21,00 - VOS
QUANDO LA MOGLIE
E' IN VACANZA

The Seven Year Itch
(USA/1955) di Billy Wilder (105')
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Una torrida notte dell’estate 1955, a New York. Moglie e figli al mare. Mentre gli scapoli pro tempore a Manhattan si limitano a sciamare in gruppo cacciando donne vere, il piccolo editor di cattiva letteratura Tom Ewell inventa solo per sé Marilyn Monroe, e ne nutre con cura l’immagine sontuosa, carezzevole e aliena. Un alluce infilato nel rubinetto della vasca, tra nuvole di schiuma e lampi di pelle nuda. Un plissé bianco sollevato dal vento della metropolitana (nei due takes montati da Wilder, meno generosa e voyeuristica di quanto risulti dalle foto di scena), capolavoro di Billy Travilla, costumista della Fox. Concretezza surreale, costruzione dell’archetipo: lei non ha nome, è solo ‘The Girl’. (Paola Cristalli)

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Lunedì 25/05  ore 21,00 - VOS
A QUALCUNO PIACE CALDO

Some Like It Hot
(USA/1959) di Billy Wilder (121')
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La più celebrata commedia americana d’ogni tempo, sarabanda dei generi e dei sessi, apoteosi della gag, del doppio senso e del travestimento. E tuttavia A qualcuno piace caldo è anche apoteosi del romance, e lo è grazie a Marilyn Monroe. Che nella vita stava andando alla deriva, e che, nell’arte, il genio di Wilder portò al vertice assoluto. Sugar Kane è la sola vera eroina romantica nel destino di Marilyn: geneticamente disposta alla malinconia, tutta una fragilità e un tremolio, corpo espanso che Charles Lang e Orry-Kelly svestono di luce, ragazza che vuole essere amata e poi vuol farla finita con l’amore in due canzoni che ancora mettono i brividi. Solo per lei la sarabanda queer si ferma, nel tempo sospeso dell’aurea misura, della sovrannaturale armonia, della sensuale simultaneità degli eventi. (Paola Cristalli)

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In data da definire

GLI SPOSTATI

The Misfits
(USA/1961) di John Huston (124')
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Si ucciderebbero così anche i cavalli, se non fosse per gli occhi malinconici d’una bionda. Troppe nuvole in viaggio nei cieli del Nevada, troppe anime scorticate, troppa Marilyn in declino psichiatrico. L’impossibilità, qui, è l’impossibilità di futuro, il senso incombente della fine: “Un gioco della verità in cui è difficile discernere il confine tra vita e rappresentazione: è l’apoteosi di Gable che morì undici giorni dopo la fine delle riprese; la separazione di Marilyn Monroe da Miller, preludio della sua tragica fine” (Morandini). (Paola Cristalli)