A
poche settimane dalle elezioni che
potrebbero decidere il futuro
politico di Netanyahu, arriva nei
cinema italiani THE BIBI
FILES, l’esplosivo
documentario diretto da Alexis
Bloom e prodotto dal
premio Oscar Alex Gibney.
Al centro del film ci sono immagini
straordinarie e mai viste prima: le
registrazioni degli interrogatori
della polizia israeliana a Benjamin
Netanyahu, alla moglie Sara, al
figlio Yair, ai suoi collaboratori e
ad alcuni dei più potenti uomini
d’affari del Paese,
realizzate nell’ambito delle
indagini per corruzione che hanno
portato all’incriminazione del Primo
Ministro israeliano.
Centinaia di ore di materiale
riservato, trapelato fuori da
Israele, permettono per la prima
volta di osservare Netanyahu lontano
dai comizi, dalle conferenze stampa
e dalla comunicazione ufficiale: non
il leader davanti alle telecamere,
ma l’uomo interrogato dalla polizia,
chiamato a rispondere delle accuse
che da anni accompagnano la sua
carriera politica. Sigari,
champagne, regali di lusso, favori,
rapporti con miliardari e pressioni
sul sistema dell’informazione. Ma
THE BIBI FILES
va molto oltre l’inchiesta
giudiziaria.
Attraverso testimonianze, materiali
d’archivio e gli interrogatori
segreti, il film ricostruisce il
sistema di potere costruito intorno
alla famiglia Netanyahu e pone una
domanda molto più inquietante:
fino a che punto la
necessità di sopravvivere
politicamente e giudiziariamente può
condizionare le decisioni di un
leader?
Il documentario segue così il filo
che unisce le accuse di corruzione,
il progressivo avvicinamento di
Netanyahu all’estrema destra
israeliana, lo scontro sul sistema
giudiziario e la trasformazione
politica di Israele, fino alla
tragedia del 7 ottobre e alla guerra
a Gaza.
Non è
soltanto il ritratto di Benjamin
Netanyahu. È un’indagine sul
rapporto tra potere,
giustizia e sopravvivenza politica,
e su ciò che può accadere a una
democrazia quando il destino
personale di un leader finisce per
intrecciarsi con quello di un intero
Paese.


